Studi e commenti

In questa sezione sono disponibili studi e commenti dei soci di Iur.Ap sulle tematiche più recenti e dibattute a livello nazionale ed europeo: riforma, innovazione e semplificazione delle pubbliche amministrazioni; gestione del personale; ambiente e beni culturali; governo del territorio e infrastrutture; appalti e contratti; walfare, pari opportunità e studi di genere. Queste sono solo alcune delle tematiche oggetti di specifico approfondimento

Si segnalano alcuni volumi dei soci di Iur.Ap sui più innovativi temi di ricerca. 

 


 

Fabio Merusi, Il sogno di Diocleziano.Il diritto nelle crisi economiche, Giappichelli, 2013

Dall'editto di Diocleziano fino ai più recenti provvedimenti nazionali ed europei molti hanno tentato di domare le crisi economiche. I saggi che si sono riuniti nel volume insistono invece su quello che non è stato ancora fatto per "domare" l'attuale crisi economica mondiale, europea e nazionale. Quella mondiale diventerà endemica se non si reciderà il rapporto banca-finanza, vietando la cartolarizzazione del rischio di credito e la costituzione di banche fantasma. Dal canto loro anche le crisi economiche europea e nazionale diventeranno endemiche se la Banca centrale europea non sarà legittimata a manovrare, ampliandola, la base monetaria e, in ambito nazionale, se non verrà attivata una procedura di rientro del debito pubblico storico. Diocleziano sognava di domare le crisi economiche con la stabilità dei prezzi imposta con un editto: moderni strumenti di diritto pubblico (il c.d. triangolo magico) possono realizzare il suo sogno.

 



Alfredo Fioritto, Introduzione al diritto delle costruzioni, Giappichelli, 2013

L'attività del costruire è oggetto di complessi normativi separati e distinti. Le materie dell'urbanistica, dell'edilizia e delle opere pubbliche (oltre che della tutela dell'ambiente) sebbene siano fortemente connesse tra loro sono, anche dal punto di vista degli studi, trattati in modo autonomo per diverse ragioni. La loro diversa origine storica, la loro evoluzione normativa e la diversa configurazione degli interessi e dei diritti all'interno di ciascuno di essi hanno prodotto una divisione tra tali materie anche se, al fondo, emerge la stessa contrapposizione tra potere pubblico e proprietà privata. In realtà, questi complessi normativi sono sempre più sovrapposti tra loro dando vita ad un diritto misto che ha come oggetto, al fondo, le costruzioni. Di fronte all'impostazione tradizionale ci si è chiesti se non fosse possibile operare una lettura trasversale e contestuale di tali complessi normativi. Il Diritto delle costruzione intende affrontare tutte le tematiche connesse con le trasformazioni del territorio e del suolo relative alla realizzazione di costruzioni pubbliche e private. La sua originalità sta nel compendiare in un unico testo e nel coordinare materie ed aspetti sin qui affrontati singolarmente ed in diversi volumi. L'opera è strutturata in quattro volumi. Nel primo volume di Alfredo Fioritto, di carattere generale e introduttivo, si tracciano le linee fondamentali della materia e se ne definiscono i confini e gli ambiti di applicazione, le funzioni pubbliche, i poteri privati. 

 


 

Alberto Massera, Lo Stato che contratta e che si accorda, Pisa University Press, 2012

“Contracting State”, “Government by Contract”, “Regulation by Contract”, oltre a essere i titoli di alcuni saggi di particolare diffusione nella letteratura giuridica (e non solo) del mondo anglo-americano e quindi di common law, costituiscono modi distinti di rappresentare una tematica complessa: la tematica dell’utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni di moduli consensuali (contratti di diritto privato e accordi amministrativi) in luogo del provvedimento amministrativo a carattere unilaterale e imperativo, non solo per consentire alle amministrazioni stesse di acquisire dal mercato le forniture e i servizi e di provvedere ai lavori e alle infrastrutture che rientrano nelle loro finalità istituzionali, ma anche per realizzare interventi di regolazione o di esecuzione di policy in una molteplicità di settori economico-sociali, ove il potere amministrativo si confronta con gli interessi privati negoziando e lasciando la decisione unilaterale come rimedio ai fallimenti del “bargaining” e come soluzione per far fronte alle sopravvenienze che rimettono in gioco l’interesse pubblico. Il lavoro affronta e svolge il tema in una prospettiva integrale e a tutto campo, con l’obiettivo di tenere insieme, nello sviluppo dei singoli argomenti esaminati, l’analisi dei profili amministrativistici e di quelli civilistici, del diritto nazionale, del diritto sovranazionale e internazionale e del diritto comparato, applicando altresì, per specifici oggetti, spunti provenienti dal metodo dell’analisi economica del diritto. Il materiale utilizzato proviene dai diversi formanti dell’esperienza giuridica, ma particolare spazio viene dato al diritto vivente quale formato dalle interpretazioni giurisprudenziali. Consulta le prime pagine

 



Marta Simoncini, La regolazione del rischio e il sistema degli standard. Elementi per una teoria dell'azione amministrativa attraverso i casi del terrorismo e dell'ambiente, ES, Napoli, 2010 

Il volume ha ad oggetto i temi ed i problemi connessi agli strumenti di regolazione del rischio, intesi come nuovi formanti del rapporto dialettico tra potere pubblico e libertà individuali.

Elevando la regolazione del rischio a metodologia speciale per la disciplina di situazioni che non sono né ordinarie (in quanto caratterizzate da fattori di anomalia, che incidono negativamente sull’ordinarietà dei rapporti giuridici, economici e sociali, i rischi appunto) né emergenziali in senso stretto (dal momento che manca l’attualità di una situazione straordinaria che giustifichi il ricorso a strumenti eccezionali a tutela della sicurezza), il lavoro analizza i principali strumenti a disposizione dei regolatori per tutelare la società contro questa condizione di incertezza quotidiana ed endemica, identificando le soglie al di sotto delle quali ciascun ordinamento non è disposto a correre rischi.

Dopo aver ricostruito il concetto regolatorio di rischio e il suo carattere ibrido derivante dalla necessaria interazione tra scienza e diritto, vengono analizzate le principali tecniche di regolazione dei cd. beni comuni, attraverso lo studio dei casi dell’ambiente e del terrorismo. A tal fine, vengono analizzati i procedimenti di definizione di soglie standard di tutela e il funzionamento di strumenti di attuazione di tali standard (autorizzazioni, titoli di trasferimento di diritti, accordi pubblico-privato, forme di esternalizzazione), nonché gli strumenti di tutela giurisdizionale (anche con riferimento all’individuazione delle responsabilità).

Il metodo con cui è affrontata la disamina dell’attuale sistema di regolazione dei rischi è quello comparato, prendendo in esame l’ordinamento americano e quello dell’Unione europea, in quanto rappresentativi di due fondamentali modelli di regolazione: il primo, in cui il sistema della regolazione del rischio ha trovato la sua origine negli anni ’70, incentrato sulla delega all’amministrazione delle decisioni; il secondo in cui questa metodologia si sta sviluppando tra relazioni di competenza tra Stati e UE (si veda, ad esempio, il difficoltoso caso della crisi derivante dall’esplosione del vulcano islandese nell’aprile 2010) e tra amministrazioni coinvolte nel procedimento di regolazione (ovvero, tra comitati ed agenzie che valutano i rischi e istituzioni che provvedono alla sua gestione).
  

 


 

Giovanna Pizzanelli, La partecipazione dei privati alle decisioni pubbliche. Politiche ambientali e realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, Giuffré, 2010

Nella complessità socio-economica della società contemporanea si dipana oggi il tentativo di dare maggiore rappresentatività agli interessi e di rifondare, perciò, il rapporto tra Stato e società, l'organizzazione e l'attività amministrativa.

La monografia si apre, infatti, con l'analisi delle regole della partecipazione procedimentale, del ruolo della società civile nella governance europea e delle spinte nel ricorso alla partecipazione dei privati nell'assunzione delle decisioni pubbliche. La questione dell'apertura ad una valenza democratica della partecipazione è approfondita poi in ambito ambientale di cui si analizzano le politiche e le regole partecipative, i princìpi e gli strumenti in ambito internazionale e sovranazionale e la loro applicazione nell'ordinamento italiano.

Chiude l'opera una riflessione nello specifico sulle regole partecipative inerenti alla realizzazione delle grandi opere e sui modelli nel diritto amministrativo comparato e sulle esperienze italiane. 

 


 

Alfredo Fioritto, L'amministrazione dell'emergenza tra autorità e garanzie, Il Mulino, 2008

Dal terrorismo fino allo smaltimento dei rifiuti, le società contemporanee sembrano essere assediate dalle emergenze che vengono affrontate dagli Stati concentrando i poteri in un solo soggetto e derogando i vincoli normativi e le garanzie procedimentali. Il volume analizza il fenomeno giuridico dell'emergenza nel diritto amministrativo partendo dall'impatto che alcune situazioni di necessità e di urgenza hanno avuto sulle teorie del potere e sulle costituzioni. Il potere amministrativo d'emergenza risponde alla necessità di salvaguardare l'ordine sociale e trova il suo fondamento nelle norme costituzionali e nei principi generali del diritto. Pur esprimendosi in forme autoritarie, tale potere è temperato dalle garanzie che l'ordinamento giuridico impone per il suo uso. Forti sono, però, le tentazioni di usarlo anche in situazioni in cui non esistono vere emergenze, o in cui le emergenze sono determinate da inefficienze. La possibilità di concentrare il potere e di derogare i vincoli e le garanzie, suona come il canto delle sirene per un'amministrazione che non sa o, peggio, non vuole usare gli strumenti giuridici democratici e paritari. Necessità, autorità e legalità procedono insieme su uno stretto crinale e - come sottolinea l'autore - è fondamentale rafforzare tutte le garanzie in virtù delle quali il potere d'emergenza, utile se usato in modo appropriato, può essere esercitato legittimamente e non in modo arbitrario.

 


 

Rita Biancheri, Famigli di ieri, famiglia di oggi, Edizioni ETS, 2012

Siamo di fronte a una crisi della famiglia o ci sono altri modelli che ne analizzano funzioni e sentimenti? Le categorie con cui interpretiamo i cambiamenti e leggiamo il passato risentono della contrapposizione tra affettività e ragione, sminuendo la ricchezza delle relazioni e la complessità del soggetto?

Queste sono alcune delle principali domande a cui il volume tenta di rispondere, guardando alla famiglia come fenomeno sociale e non come istituzione immutabile nel tempo.


  


 

Rita Biancheri, La rivoluzione organizzativa, Plus, 2012

La posizione delle donne nel mercato del lavoro resta tuttora debole nonostante un rendimento scolastico elevato. I fattori che ostacolano le carriere femminili sono numerosi e derivano dai ruoli familiari, dai sistemi, di welfare e da altre variabili che riguardano più in generale l'effettività dei diritti e la piena cittadinanza. Questi temi fanno da sfondo ai contributi del volume con particolare riferimento alla conciliazione lavoro/famiglia; oggetto di studio considerato centrale, oltre ad essere da tempo inserito nell'agenda europea e nazionale. Le politiche sociali, però, continuano a presentare criticità, in quanto orientate alle donne come uniche responsabili della cura. Di conseguenza, per promuovere un approccio innovativo, ricerche recenti hanno focalizzato l'attenzione sui talenti femminili considerandoli una vera e propria risorsa, invertendo così lo stereotipo diffuso del costo della "doppia presenza". Molti paesi, fra cui l'Italia, hanno approvato una normativa che impone le "quote rosa" nei consigli di amministrazione, per valorizzare le differenze di genere nei modelli organizzativi delle aziende. Il successo delle imprese dipende dal saper "gestire" il proprio capitale umano e dalla capacità di adeguarsi alle trasformazioni in corso nella sfera produttiva e riproduttiva. Il testo raccoglie diversi saggi teorici e buone prassi, fornendo concetti e strumenti utili al miglioramento del clima lavorativo.

 


 

Rita Biancheri, Ancora in viaggio verso la parità, Plus, 2012

Ha ancora senso, oggi, porsi il problema della parità fra uomini e donne? Studiose e studiosi di varie discipline (diritto - privato e pubblico filosofia, storia, sociologia) si confrontano sul significato attuale di questo interrogativo, prendendo le mosse dal libro pubblicato nel 1980 da Annamaria Galoppini, "Il lungo viaggio verso la parità", che indaga la condizione giuridica delle donne dall'Unità d'Italia al 1940. Dall'insieme degli interventi raccolti nel presente volume emerge chiaramente che, lungi dall'essere giunto o avviato ad una soluzione definitiva, il problema della parità fra i sessi si riproponga, oggi, in forme diverse e con modalità più complesse rispetto alla tradizionale questione dell'emancipazione femminile. Consulta le prime pagine

  


 

Rita Biancheri, Il genere della partecipazione, Plus, 2010

Con il presente volume si apre la collana “Studi di genere e pari opportunità”. Lo scopo è quello di promuovere approfondimenti teorici e confrontare ricerche empiriche in quest’ambito di studio, attraverso uno “sguardo” non solo settoriale ma allargato anche ad una “visione” interdisciplinare. Si vuole altresì fornire uno strumento, aggiornato e pratico, per diffondere le conoscenze sia a livello accademico che divulgativo, aprendo a contributi provenienti dal dibattito internazionale. I saggi qui raccolti, a partire dai diversi approcci, hanno come filo conduttore uno dei temi più rilevanti, e al tempo stesso meno indagati, nella letteratura nazionale. La crescita della partecipazione femminile e della cittadinanza attiva è, infatti, un argomento cruciale per attivare un confronto significativo sulla realizzazione della democrazia sostanziale nel nostro paese. I temi sono affrontati in una prospettiva diacronica e riguardano questioni relative al quadro sociale, politico-istituzionale e normativo di ieri e di oggi. Il genere è la dimensione con cui vengono interpretate le dinamiche culturali, gli assetti organizzativi della sfera pubblica e privata, oltre a rivolgere l’attenzione alla formazione dell’identità individuale e collettiva. L’obiettivo del volume è quello di fornire una “cassetta degli attrezzi” e contribuire a rimuovere gli ostacoli che impediscono una presenza più equa delle donne nella politica e nei luoghi decisionali, anche attraverso un processo di democratizzazione della famiglia. Consulta le prime pagine

 


 

Rita Biancheri, Tempi di vita e welfare, Plus, 2009

Molti dei cambiamenti avvenuti nella nostra società sono da ascrivere ai nuovi modelli di vita che hanno agito sulle donne, schiudendo i loro orizzonti a più ampie scelte e liberandole da un destino sociale che imponeva loro un ruolo solo domestico. Corsi di vita eterogenei e un ampio divario nei percorsi, negli scopi da raggiungere e nella definizione stessa della propria qualità di vita testimoniano il perdurare di ambivalenze tra nuove progettualità e più tradizionali appartenenze. Sono le donne a comprimere il loro tempo libero e di lavoro per assolvere le funzioni espressive e domestiche oltre a pagare il prezzo della riproduzione sociale nei diversi ambiti istituzionali e contesti socio-economici. Il testo affronta le implicazioni delle politiche di conciliazione tempi di vita, nella sua dimensione economica e lavorativa, attraverso un percorso di ricerca-azione condotto in Provincia di Lucca, dove la Provincia si è assunta il ruolo di 'cabina di regia' di un percorso di riflessione comune e condiviso rivolto a mettere in rete i diversi soggetti co-protagonisti del sistema di welfare (soggetti privati, istituzioni pubbliche e soggetti di Terzo settore).

 


  

Rita Biancheri, Comprendere le differenze, Pluss, 2008

La costante crescita numerica degli stranieri nel nostro paese, il cambiamento dei flussi migratori e della loro composizione hanno determinato un'ampia trasformazione del fenomeno, rendendo ancora più visibile l'inefficacia degli approcci e degli strumenti finora utilizzati. L'acceso dibattito politico sui temi della sicurezza e il prevalere di stereotipi e pregiudizi possono far aumentare ancora di più il rischio di esclusione sociale. La crucialità delle scelte e la complessità dell'oggetto di studio rendono necessari approfondimenti e confronti interdisciplinari, per arricchire il patrimonio di conoscenze da mettere a disposizione di una società che dovrà diventare sempre più pluralista, se vorrà vincere le sfide attuali e rinnovarsi profondamente nei suoi modelli culturali. L'attuale scenario, in particolare, pone al centro dell'attenzione la formazione scolastica per realizzare esperienze educative in grado di promuovere un costruttivo dialogo interculturale e un'integrazione proficua tra i vari soggetti che devono dare risposte adeguate ai problemi del vivere quotidiano. Il volume intende offrire, in quest'ambito, sia uno spazio di riflessione sui temi della conoscenza dell'altro e del rispetto delle differenze, sia nuovi strumenti, attraverso gli esiti di una ricerca empirica, per promuovere nel nostro sistema sociale spinte positive verso il riconoscimento del valore della reciprocità. Consulta le prime pagine

 


 

Rita Biancheri-Liliana Dell'Osso, Da Esculapio a Igea, Plus, 2007


Considerare il "genere" tra i determinanti di salute, costituisce una sfida conoscitiva interessante ma anche, e soprattutto, un potenziale contributo alla definizione di strumenti operativi altamente innovativi. Il Comitato pari opportunità dell'Università di Pisa, attraverso la pubblicazione degli Atti del Convegno "Da Esculapio a Igea. La dimensione di genere della salute", intende promuovere la riflessione su un approccio teorico che ha già dato un apporto importante in altri settori scientifici ma che nel nostro paese, relativamente alle scienze mediche, rispetto ad altre nazioni europee, fa registrare un ritardo consistente nell'utilizzo di tale categoria analitica. La lettura di genere dovrebbe, sempre di più, essere presente sia nella produzione dei dati statistici sia nell'interpretazione dei risultati delle ricerche, al fine di non perdere elementi rilevanti per la diagnosi sociale ma anche, come è dimostrato dai contributi qui presentati, per quella sanitaria. Il confronto multidisciplinare tra le diverse aree medica, sociologica e psicologica, costituisce un passo importante in questa direzione. Il percorso conoscitivo proposto analizza il tema delle differenze di genere nelle condizioni di salute attraverso un'analisi delle differenze nello stato di salute, nei percorsi di malattia nonché nelle cause del malessere, senza tralasciare la relazione tra stato di salute, lavoro di cura e contesto familiare e sociale. Consulta le prime pagine